Italia: l’e-commerce cresce la metà della media europea

Italia: l’e-commerce cresce la metà della media europea

L’Italia è fanalino di coda per il settore del commercio elettronico, insieme a Grecia, Romania e Bulgaria. La compravendita sul web è raddoppiata: dal 4% al 9%, ma l’Europa va molto più veloce. I dati provengono dall’Eurostat e vedono la vetta occupata dall’Irlanda con un incremento del 37%. Per essere il secondo Paese manifatturiero europeo, il risultato è piuttosto allarmante, nonostante recente studi abbiano dimostrato che l’e-commerce stia vivendo un vero e proprio boom tra gli italiani. I concorrenti riescono a sfruttare meglio le risorse del web, pur avendo, spesso, meno prodotti da vendere e meno soldi da investire online.

Italia: passi avanti sul web, ma che fatica!

Dal 2009, anno più duro della crisi economica, l’Italia dell’e-commerce ha fatto passi da gigante, aumentando il fatturato del 125%. Tuttavia, occorre considerare che Paesi come Cipro e Romania hanno incrementato le vendite, rispettivamente, del 500% e del 300% ed è da questi risultati che scatta l’allarme. La rimonta c’è, ma è troppo lenta: questa è la sentenza degli analisti. Le accuse maggiori sono rivolte alle aziende che con più riluttanza rispetto ad altri Paesi hanno investito sul web. Nonostante tutto, oggi la percentuale delle imprese che consentono di effettuare acquisti e prenotazioni tramite il proprio sito è arrivata al 79%. Altra causa della lentezza italiana è da attribuirsi ai ricavi gettati oltre il confine: gli hotel in particolare, infatti, si affidano a piattaforme straniere per gestire l’iter delle prenotazioni online e, di conseguenza, i guadagni prodotti dal web finiscono all’estero. Se consideriamo che il turismo è un cavallo di battaglia fortissimo per lo Stivale, possiamo ben comprendere quanto quest’ultimo dato rappresenti un elemento del tutto nocivo per l’economia nostrana. Ma gli studi sul commercio elettronico hanno evidenziato anche un altro particolare allarmante: il ritardo culturale degli italiani. Il nostro Paese ancora non comprende appieno i vantaggi dell’e-commerce, l’utilizzo e la diffusione della banda ultra larga e l’importanza della riduzione del digital divide.

Breve storia dell’e-commerce

Il commercio elettronico si è presentato al mondo come un nuovo modo di fare business, e così è diventato. Secondo la definizione del Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato “l’e-commerce consiste nello svolgimento di attività commerciali e di transazioni per via elettronica e comprende attività diverse”. Ma esaminata la questione ancor più da vicino, è possibile dire che l’e-commerce sia anche una forma di comunicazione attraverso il web che ha lo scopo di informare i consumatori e dirottarli su un determinato prodotto. La prima forma di commercio elettronico risale agli anni ’70, con l’Electronic Data Interchange, ovvero un sistema informatico sviluppato per automatizzare gli acquisti. In Italia, il primo negozio italiano virtuale (nonché uno dei primi in Europa) fu lanciato dalla Olivetti Telemedia e stiamo parlando del sito www.mercato.it, oggi non più esistente. Tale sito, promosso anche da altre grandi imprese come la Rinascente e Apple, proponeva principalmente l’acquisto di libri e computer. L’attività del commercio elettronico è andata via via crescendo, riscontrando grandi consensi da parte dei consumatori. I Paesi nei quali oggi l’e-commerce è più diffuso sono Stati Uniti e Canada che insieme rappresentano il 36% del mercato virtuale mondiale.

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