Una donna è stata ricoverata ieri a Casarano, con febbre molto alta e altri sintomi riconducibili ad un’infezione da meningite. Immediatamente è scattato l’allarme nel presidio sanitario e la paziente è stata messa in isolamento nel reparto intensivo. I medici hanno poi voluto minimizzare l’accaduto: dopo ulteriori accertamenti la situazione sarebbe sotto controllo. Alla paziente è stata diagnosticata una forma non batterica della patologia, pertanto è escluso che si possano temere grossi rischi per la stessa donna o altri pazienti.

Meningite: ancora gravi le condizioni della ventenne di Palermo

Se la situazione si è risolta nel migliori dei modi per la paziente di Casarano, lo stesso non si può dire, purtroppo, per la giovane ventenne di Palermo, ricoverata da cinque giorni nel reparto di rianimazione dell’ospedale Civico. A Noemi F., questo il nome della ragazza, è stata diagnosticata una grave forma di meningite. Attualmente la paziente respira attraverso le macchine e si temono danni al cervello.

Noemi si era recata al pronto soccorso dell’ospedale giovedì mattina, lamentando febbre alta, rigidità corporea ed emicrania acuta. Dopo i primi immediati controlli è stata accertata la malattia, ma le condizioni della giovane sono peggiorate nel giro di poche ore.

I medici non si sbilanciano sugli eventuali danni al cervello, in quanto non è possibile interagire con la paziente che attualmente si trova sotto sedativi. C’è però l’alta probabilità che i danni subiti prima dell’inizio della terapia possano risultare irreversibili.

Appello dei medici: vaccinarsi anche durante le ferie

Le persone vanno in vacanza, la meningite no: questo il concetto principale espresso nell’appello della comunità scientifica ai cittadini. L’invito è quello di continuare a vaccinarsi anche se si è in ferie, perché il rischio di contagio è ancora più alto in un momento in cui si viaggia e si viene a contatto con molte persone. La Toscana rimane la zona più colpita e più a rischio e, secondo i medici, vaccinarsi adesso rappresenterebbe il miglior metodo di prevenzione per tornare alle attività lavorative e scolastiche con più sicurezza.

Dall’inizio dell’anno, nella regione toscana sono stati riscontrati 27 casi di pazienti infetti, con quattro morti. L’anno prima, i decessi erano stati 7. L’allarme resta alto, ma il Dottor Dario Grisillo, Segretario provinciale dei medici di medicina generale rassicura che: “Le dosi ci sono, resta un’attesa dovuta alla programmazione ma non c’è difficoltà”. La preoccupazione della comunità scientifica è legata piuttosto alle diminuzioni delle richieste del vaccino, sintomo che la popolazione sta abbassando la guardia e questo non deve accadere.