La storia di Roseto degli Abruzzi

Scrivere la storia del proprio paese d’origine è cosa alquanto ardua, specie quando le vere memorie storiche non ci sono più. In questo nostro viaggio con l’informatica ci siamo ritrovati con diverse pubblicazioni con tantissimo materiale cartaceo e con diversi spezzoni di giornali d’epoca.

Da loro, dalle cartoline, dai decreti, dai giornali e dalle pubblicazioni del primo storico rosetano, Raffaele D’Ilario, abbiamo tratto gli spunti per questa breve storia di Roseto degli Abruzzi che vi andiamo a raccontare.

A Montepagano esiste una piccola lapide murata in una parete della sagrestia della Chiesa della SS. Annunziata, dove l’iscrizione ci ricorda che il 22 maggio dell’anno 1860, il Capitolo della Chiesa Ricettizia di Montepagano, aveva consegnato “ad altri”, per essere posseduto in perpetuo diritto enfiteutico, un fondo diviso in dodici parti, da rinnovarsi ogni ventinove anni. Questa lapide ritrovata da Raffaele D’Ilario durante le sue ricerche è il vero certificato di nascita di Roseto degli Abruzzi.

Abbiamo diviso la storia di Roseto, in tre capitoli, visto che la cittadina, oggi Città, ha cambiato tre denominazioni;

il primo capitolo è quello de “Le Quote” (22 maggio 1860 – 22 maggio 1887)

il secondo è quello di “Rosburgo” (22 maggio 1887 – 20 febbraio 1927)

il terzo è quello di “Roseto degli Abruzzi” (20 febbraio 1927 – fino ad oggi)

1. Le Quote

Iniziamo con Le Quote, nome provvisorio dato dai paganesi nel 1860 al pezzo di terreno sotto l’allora Comune di Montepagano. In quelle 12 quote di terreno che si estendevano dal torrente Borsacchio al fiume Vomano cominciavano a sorgere delle piccole case e dei villini, abitate principalmente dai pescatori della zona.

Nel 1870 fu ultimata e aperta al culto, la chiesa dedicata a Santa Filomena, Vergine e Martire, che sarà per diversi anni la protettrice dei pescatori.

Nel 1877 altri 6 ettari di terreno si aggiunsero alle quote esistenti, erano i terreni di un possidente del luogo, la famiglia Ponno. Con questa seconda lottizazione si costruirono sui terreni altre case, una scuola elementare mista, un rivendita di sali e tabacchi, due botteghe, una farmacia e una succursale della odierna Guardia di Finanza.
Dopo quasi 30 anni si continuava a chiamare il borgo ancora con l’appellativo di “Le Quote” ma Ciro Romualdi, medico che abitava nel posto, dove aveva costruito un villino, cominciò a chiamare “Rosburgo” quel luogo che diventerà poi Roseto degli Abruzzi. Quel nome voleva significare “Borgo di rose”, visto la fioritura delle rose che adornavano i giardini, e le siepi della borgata.

Nel 1886, il consesso municipale, presieduto dal Sindaco Nicola Scialletti, considerato che era sorta una borgata, accreditata come stazione balneare e con un numero di case e di abitanti considerevolmente superiore a quello delle altre frazioni, unanimemente deliberò che la località si denominasse Rosburgo.

Il 22 maggio 1887, Umberto I, Re d’Italia, vista la deliberazione del Comune di Montepagano, decretò in articolo unico, che la frazione detta “Le Quote” cambiasse denominazione in quella di Rosburgo.

2. Rosburgo

Foto di Marina di Rosburgo

Il borgo di rose, ogni anno vedeva aumentare la colonia villeggiante, così come cresceva anche la sua popolazione, a Montepagano invece la vita cominciava ad affievolirsi, e la gente continuava a trasferirsi nella sottostante marina.

Nel 1909 il Consiglio Comunale deliberò la istituzione di una sezione di Stato Civile a Rosburgo, in questo modo nascite e decessi potevano essere registrati senza dover salire alla sede del Comune di Montepagano.

Nel 1913 Luigi Bernardi Patrizi per invogliare altre persone a trasferirsi vicino al mare, decise di quotizzare un vasto terreno di sua proprietà nella parte a sud dello sbocco dell’antica strada Salara. Il terreno venne diviso in 64 gruppi di quote. Questa terza lottizzazione del territorio fece aumentare la voglia di essere sempre più autonomi da Montepagano che continuava a mantenere la sede della municipalità.

Nel 1923 quando fu deliberata e approvata la proposta del trasferimento della sede municipale. Posta ai voti ebbe parere favorevole.

Nel 1924 la Reale Commissione Straordinaria per la Provincia di Teramo esaminati gli atti espresse il suo favorevole parere al trasferimento della sede municipale, la stessa cosa fece il Consiglio di Stato.

Foto del mare di Rosburgo

Nel 1925 sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia apparve il decreto che poneva fine al Consiglio comunale di Montepagano.

Il 20 febbraio 1927 Vittorio Emanuele III, Re d’Italia, su proposta del capo del Governo Benito Mussolini, Primo Ministro Segretario di Stato e Ministro Segretario per gli affari dell’Interno, decretò che il Comune di Montepagano, in provincia di Teramo era autorizzato a mutare la propria denominazione in quella di Roseto degli Abruzzi.

La popolazione accolse l’annuncio con esultanza, solo nel vecchio capoluogo alcuni si rammaricarono.

Roseto per dare a Montepagano una simbolica dimostrazione del suo affetto, anziché crearsi un suo stemma araldico, adottò con lieve variante l’antico stemma comunale; cinque colli emergenti sul mare sormontati da una stella che splende nell’azzurro del cielo.

3. Roseto Degli Abruzzi

Foto vecchia Roseto Mare

Nel 1929 il Ministero dell’Interno riconosce all’intero territorio comunale il carattere di soggiorno e turismo.

Nel 1936 Roseto si apprestava a solennizzare l’arrivo della fresca Acqua del Ruzzo.
In quel periodo cominciò a prendere consistenza la voce, gia da tempo in giro, che il Duce in occasione dell’inaugurazione ufficiale dell’Acquedotto del Ruzzo, avrebbe visitato nel mese di novembre Teramo e alcuni centri della provincia tra cui Roseto.
Il Sindaco fece costruire una grossa fontana in piazza del Littorio perché ricordasse l’avvenimento, ma l’attesa andò delusa.

Nel 1940 intanto si entrava in guerra e anche a Roseto cittadina balneare si avevano gli oscuramenti e gli allarmi aerei che rendevano difficile lo svolgimento della tranquilla vita balneare.

Lungomare di Roseto Degli Abruzzi degli anni 50-60

Nel 1944 per assicurare il funzionamento dei servizi si decise di portare gli uffici municipali nella frazione di Montepagano, frequenti infatti erano le incursioni aeree che si verificavano lungo tutta la costa e a Roseto, scaricando centinaia di bombe sul territorio.

A giugno del 1944 si ricominciò a vivere senza più la guerra e nel mese di agosto nel mitico campo della pineta si organizzò un torneo di palla a cesto che diventerà poi uno dei più famosi e longevi tornei di basket famoso nel mondo.

Nel 1950 intanto sorgeva l’Arena 4 palme, una sorta di zona sportiva con annesso circolo, allo scopo di organizzare e sviluppare ogni qualsiasi attività che potesse essere ricavata dagli impianti.

Dal 1950 fino ad oggi la cittadina è cresciuta e oggi conta ben oltre 24000 iscritti, sono aumentate le aziende, si è dotata di una zona industriale, sono cresciute altre chiese sia a Roseto capoluogo che nelle relative frazioni.
Il suo sviluppo turistico ha fatto anche investire imprenditori nel campo della ristorazione e in quello alberghiero. Numerosi si contano i camping mentre la spiaggia rimane la principale attrattiva di questa cittadina. Una spiaggia che si estende dal sud vicino al fiume Vomano dove sorge anche un darsena turistica, a nord fino ad arrivare a Cologna Marina vicino al fiume Tordino, dove camping locali da ballo e un paesaggio naturalistico fanno bella mostra.

Ma Roseto non è solo turismo è anche arte e spettacolo, tantissimi sono gli appuntamenti sia estivi che invernali che si tengono nella città, definita anche una cittadina sportiva.

Si sta completando la zona sportiva una struttura iniziata ormai da 25 anni una sorta di cittadella dello sport a sud di Roseto all’incrocio con via Salara. Nella zona, infatti, oltre al palazzo dello sport, sorgono, campi di calcio, la piscina comunale, campi da tennis, pattinodromo, piste ciclabili, palestre, lo stadio comunale, il bocciodromo, e altre strutture sportive. Tutto questo imponente complesso sportivo è contornato da tantissimo verde, da parcheggi, da un centro di pronto soccorso e intervento, dalla caserma dei Vigili del Fuoco e da una multisala cinematografica.

Questo e tanto altro ancora è Roseto degli Abruzzi una giovane cittadina che deve ancora crescere e dimostrare quello che ha ancora da dire.

Luciano Di Giulio
Direttore Tg Roseto