Il Premier Matteo Renzi ha annunciato ieri che Equitalia non arriverà al 2018. La riforma del fisco per ora è solo un’idea, ma sembrerebbe che il premier voglia fortemente cambiare le cose. In un primo momento si era parlato di soppressione dell’istituzione più odiata dagli italiani, la realtà è che molto probabilmente ci sarà l’unione con l’Agenzia delle Entrate. I vertici delle due agenzie e quelli di Palazzo Chigi si sono incontrati al momento solo per capire se esistono le basi per una riforma simile.

Equitalia: Renzi vuole ricucire il rapporto tra i cittadini e il fisco

Per il premier italiano, quello del “fisco amico” sembra un obbiettivo dal quale non si può prescindere se il governo vuole andare avanti. Nel mirino, innanzitutto Equitalia. L’istituzione non verrà soppressa, bensì rilevata dall’Agenzia delle Entrate, affinché ci sia più collaborazione e più trasparenza all’interno del motore fisco, e di conseguenza anche verso i cittadini. La numero uno di Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, ha però sollevato qualche dubbio rispetto all’operazione. Primo ostacolo è il contratto dei dipendenti dell’agenzia tributaria, che non sarebbe quello della Pubblica Amministrazione come per gli operatori dell’Agenzia delle Entrate. L’eventuale trasformazione del contratto per tutti i dipendenti accorpati potrebbe creare un ingestibile caos giuridico e si tratta, quindi, di un aspetto da tenere in alta considerazione. Renzi ha comunque rassicurato che la nuova riforma del fisco porterà alla creazione di un sistema che certamente sarà molto più a disposizione del cittadino e non in lotta con i contribuenti. Altra importante “rivelazione” fatta dal premier, riguarderebbe la situazione del ceto medio. Nella legge di stabilità del 2017 sarà inserito un bonus studenti di 500,00 euro e un taglio alle imposte per i cittadini che percepiscono un certo reddito. Tutti gli annunci sono arrivati dalla diretta Twitter e Facebook #Matteorisponde.

Gli oppositori reagiscono alle dichiarazioni di Renzi sulla riforma del fisco

I primi a rispondere, tanto per cambiare, sono i grillini. Il vicepresidente della Camera, nonché componente del M5S, Luigi di Maio, ha immediatamente replicato al premier sulla questione fisco, dichiarando che:

a me sa tanto di fregatura, e agli italiani dico non fatevi fregare ancora una volta. Equitalia in dieci Comuni amministrati dal Movimento 5 stelle già non c’è più. Se il governo vuole abolire l’istituzione non lo faccia con le parole prima delle amministrative ma con i fatti prima delle amministrative. Renzi è un generatore automatico di annunci che poi non sono seguiti da fatti. Se vuole davvero abolire, la nostra proposta c’è già, discutiamone la settimana prossima e chiudiamo questo soggetto che per me è responsabile della chiusura di molte aziende e del suicidio di molte persone.

Alcune dichiarazioni in merito sono arrivate anche dal segretario generale della Fisac Cgil Agostino Megale, che ha duramente replicato al premier chiedendo la difesa dei lavoratori alle dipendenze dell’istituto tributario che da anni sono sotto attacco, facendo, di fatto, da scudo a chi è sopra. Megale si dichiara totalmente contrario alla chiusura, piuttosto, dice, sarebbe più logico sfruttare le competenze dei dipendenti per effettuare una riforma dall’interno e mettere il fisco nelle condizioni di aiutare il cittadino.