Pineto, convegno sul termovalorizzatore

Dieci sigle di associazioni ambientaliste e di comitati attorno ad un tavolo per affrontare temi delicati quali la realizzazione del termovalorizzatore tra Torre San Rocco e Scerne, nel Comune di Pineto, il Centro Oli di Ortona e

le nuove piattaforme per l’estrazione di idrocarburi al largo delle coste abruzzesi. Quasi tre ore di discussione per trovare comuni strategie per contrastare chi, secondo le associazioni e l’amministrazione pinetese, sta attentando alla salute dell’ambiente e soprattutto dei cittadini a tutto vantaggio del business.

L’iniziativa è stata del sindaco Luciano Monticelli che è riuscito a portare a Pineto i responsabili di Wwf, Legambiente, Associazione Arcobaleno, NuovoSensoCivico, Natura Verde, Impronte, Italia Nostra, Terre del Cerrano e dei comitati spontanei Via Liguria e Scerne.

Una battaglia che si può vincere se tutti sono uniti, questo il senso emerso al termine dell’incontro. Il quadro che è stato dipinto non è affatto rassicurante se si considera che l’Abruzzo, considerata da sempre la Regione Verde d’Europa, sta diventando difatti un nuovo distretto minerario energetico, soprattutto dopo il recente via libera al Centro Oli di Ortona.

La provincia di Teramo è quella che sta peggio e Pineto sembra essere diventato il centro di interesse di affari energetici. Perché dopo aver appreso delle nuove concessioni per l’estrazione di idrocarburi al largo delle coste abruzzesi nel tratto compreso tra Pineto e Termoli, il sindaco Luciano Monticelli si è ritrovato con un’altra patata bollente: la realizzazione appunto di un termovalorizzatore sul proprio territorio, progetto presentato dall’imprenditore pinetese Lino Di Giosia e già pubblicato sul Bura lo scorso 24 dicembre. 45 giorni di tempo ora per presentare le osservazioni e scongiurare la costruzione di quello che per gli ambientalisti e l’amministrazione comunale deve essere chiamato con il suo vero nome, cioè inceneritore.

La proposta che è emersa nel corso del dibattito è stata quella di costituire un tavolo di confronto o conferenza di servizi per esaminare ciò che sta accadendo e nello stesso tempo per iniziare la stesura delle osservazioni contro l’inceneritore.

Le parti torneranno a riunirsi già prima della fine di gennaio e ancora una volta luogo dell’incontro sarà il Municipio di Pineto.

Intanto, sabato 10 gennaio nella sala polifunzionale del Comune di Pineto ci sarà un convegno a cui parteciperà la professoressa Maria Rita D’Orsogna, docente di fisica alla California State University che ha sposato la causa contro il Centro Oli di Ortona e contro ogni struttura capace di produrre inquinamento, come l’inceneritore che dovrebbe sorgere tra Torre San Rocco e Scerne.

Saranno presenti tutti i rappresentanti delle associazioni ambientaliste e dei comitati cittadini.

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