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Gen 22

La vicenda dei revisori dei Conti si trasforma in regolamento (dei conti, appunto). Mimì Di Carlo, a cui si imputa parte della responsabilità per l’esclusione di Cesare Cordivani dal consiglio d’amministrazione, non ci sta ad essere tacciato di connivenza con lo schieramento di maggioranza.

L’ex vicesindaco, che troppe volte è stato giudicato ad un passo dall’abbraccio con l’ Udeur, ribadisce di essere un esponente convinto di Forza Italia e di militare, per vocazione e carattere, nel centrodestra nazionale e giuliese. Già che c’è, Di Carlo aggredisce furioso il capogruppo del suo partito, già platealmente disconosciuto. «Io sarò anche bocciato da Montebello - è saltato su - ma Montebello è stato bocciato a suo tempo da Giulianova e dalla Provincia. La politica che conduce è vergognosa: al suo posto, mi sarei ritirato da un pezzo». Mimì Di Carlo sostiene d’aver procurato la presenza di un uomo di destra, Marco Stecher, nel Cda dei revisori. Il nome dell’ amico Cesare Cordivani, dice, era fuori a priori: la sentenza del Tar «salvaragionieri», infatti, è stata sconfessata da successivi pronunciamenti.Messo alle strette, il consigliere ha dunque fatto blocco unico con la maggioranza, riuscendo a tingere d’ azzurro almeno una delle poltrone dei «grandi calcolatori».

Fonte: ilTempo.it