E’ stato un giuliese, Walter Piccioni, a staccare la spina con la zampata vincente al 32’ del primo tempo che ha regalato la prima vittoria esterna al Manfredonia, capace di conquistare, nelle precedenti nove trasferte, la miseria di un punto.
Fin dalla vigilia si è capito che sarebbe stata una partita segnata dal destino, tanto quanto l’intera stagione: in un appuntamento decisivo per le sorti della sua salvezza, il Giulianova ha dovuto fare a meno di due pezzi importanti dell’attacco, come Morello, infortunato, e Bucchi, a letto con la febbre. Nel Manfredonia, partiti Vadacca, Brutto e Trinchera, mancava l’ex Librizzi. Niente in paragone dei guai giallorossi. Eppure, il Giulianova ha disputato una prima mezzora con i fiocchi. Al 6’ un calcio di punizione di Palladini ha sbarbato il palo alla sinistra di Sassanelli. Salvato lo 0-0 al 13’ su tiro di De Giosa ribattuto sulla linea di porta da Corsi, Macrì al 17’ è stato servito a dovere da Antenucci. Il furetto ha perso l’attimo giusto per battere Sassanelli. Ancora Palladini, al 21’, non ha indovinato la botta da distanza ravvicinata su appoggio di Antenucci. Davvero apprezzabili i movimenti senza palla e gli scambi a terra con i quali il Giulianova smagliavano le retrovie pugliesi che, in ripiego, ricorrevano al robusto 5-4-1 facendo leva sui rientri di Citro lungo l’out destro. Ma il Manfredonia, pungendo nelle ripartente, al 28’, ha portato Giglio a lambire il palo di Visi di testa prima di sferrare, al 32’, il colpo micidiale. L’ottimo Bonvissuto, con caparbietà, ha scodellato la palla all’isolato Piccioni, che non ha dovuto solo adagiare in rete la rete dell’ex. L’attaccante giuliese, migliore dell’intera schiera in campo oltre che match-winner, ha esultato in maniera molto contenuta per rispetto della società in cui è cresciuto (ma che ha mancato le opportunità di riprenderlo) e della sua città. In ogni caso, un regoalo per lui la fatale, solita distrazione della difesa locale che ha rischiato di capitolare ancora al 39’: Bonvissuto, smarcato dallo stesso Piccioni, si è presentato davanti a Visi che gli ha smanacciato la palla in angolo. Appena 2’ prima, era uscito per infortunio Pomante, sostituito dall’attaccante Genchi per un disperato 4-3-3 con Scartozzi arretrato terzino. Il Giulianova, certo, è rimasto scosso dall’ennesima piega sfavorevole della gara che sembrava comandare con buon piglio, ma per forza di inerzia ci ha provato di nuovo ed al 45’ è andato a un passo dal pari su ìautopalo” di Giovannini nel deviare un cross di Croce. Nella ripresa, si è aspettato l’arrembaggio del Giulianova, che però è rientrato in campo con scarsa lucidità e molto nervosismo, tanto che al 16’ Palladini ha complicato tutto abboccando ad una provocazione di Bonvissuto, che ha spinto platealmente, se non con cattiveria, mandandolo per le terre. Immancabile l’espulsione, vera follia per un capitano. 5’ più tardi stessa sorte per Macrì che ha evidentemente protestato, con parole non edificanti, verso l’arbitro. La partita è diventata un caos nel quale il Manfredonia, con i giallorossi in nove uomini, ha mancato tre clamorose palle-goal con Giglio, Machado e Citro. Il confuso Aldolfatto di Bassano ha espulso anche il pugliese Calabro, per doppia ammonizione, ma nulla che vedere con il rapporto di forze di uomini in campo. Per altro, l’arbitro non era in grado di gestire la situazione, soprattutto le manfrine della squadra dell’ex Francesco D’Arrigo. Altra emozione al 29’: angolo di Corsi, testa di Servi e Antenucci, davanti a Sassanelli, non è riuscito a deviare in rete. Il portiere pugliese ha sfiorato la papera al 31’ lasciandosi sfuggire la palla su tiro di Corsi. Solo angolo. sicchè il Manfredonia, tra infortuni e ostruzionismi vari, ha condotto in porto la sua seconda vittoria esterna dopo avere mancato il raddoppio a porta vuota al 45’con Piccioni, su errore di Baldini, e dopo che Sassanelli ha rintuzzato l’estremo tentativo di Piva, al 49’, su un calcio di punizione poco convinto.
Fonte: ilTempo.it



