“I socialisti lasciano la maggioranza di Roseto”. Ma era solo per scherzo
Riceviamo e pubblichiamo - Un repentino dietrofront quello del gruppo socialista rosetano, con le paventate dimissioni immediatamente rientrate per non si sa quale misterioso motivo. Dai recenti articoli di stampa emergevano
posizioni di totale rottura con la maggioranza, ma appena qualche ora dopo, in sede di Consiglio Comunale, abbiamo osservato che tutto era rimasto come prima, con addirittura l’assessore Camillo Di Pasquale comodamente seduto tra i banchi della giunta, come se nulla fosse accaduto.
Eppure avevamo letto sui giornali durissime accuse, pesantissime, che addirittura identificavano l’on. Ginoble come “ delfino di Del Turco oltre che punto di riferimento per la sanità teramana dell’assessore Mazzocca, con il quale condivideva la leadership ‘Mazzobliana’”. E tutti sappiamo cosa vogliano lasciar intendere certe espressioni in questo momento politico. Avevamo anche letto che l’on. Ginoble era incoerente perché ora sosteneva Di Bonaventura mentre prima aveva “tentato in ogni modo di candidare la sorella Teresa contro il sindaco uscente”. Cos’è successo quindi nell’arco di appena qualche ora?
Colpi, come è loro solito, sparati a salve che dimostrano mancanza di forza d’azione e incoerenza politica. Infatti, è bene che i cittadini sappiano che i socialisti hanno sostenuto solo a parole di aver preso le distanze da questa amministrazione, ma nei fatti ne sono parte integrante, poiché i loro due assessori continuano a far parte della giunta (l’annuncio delle dimissioni era solo un patetico bluff), mentre i loro consiglieri continuano altresì a ricoprire la funzione di avvocatura della maggioranza.
Una sceneggiata indecente quella messa in atto dal gruppo socialista che non fa altro che confondere la gente facendo buon viso e cattivo gioco.
E’ ora che questi socialisti dimostrino di essere tali. Da una parte cercano di prendere le distanze dalla fallimentare amministrazione Di Bonaventura, svolgendo bene il ruolo delle vittime che devono subire loro malgrado decisioni scellerate, ma dall’altra sono parte integrante di questo modo vergognoso di fare politica. Il sindaco dimissionario li ha anche sfacciatamente smentiti dichiarando di non aver mai ricevuto da parte loro la richiesta di una verifica sull’operato della giunta.
Ma come, il sindaco non è più quello che “voleva salire sul treno dei desideri, infischiandosene dei cittadini e degli alleati”?
E’ inutile fare la voce grossa se poi non si ha il coraggio politico di abbandonare le comode poltrone.
Gruppo Consiliare Pdl Antonio Norante – Dante Di Marco
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