Sesto giorno di sciopero della fame di Ferranti
Lavoratrici, mamme e donne utili della Val Vibrata e della provincia di Teramo, da 3 mesi senza un becco di un quattrino per fare una regolare spesa, con le bollette scadute da un pezzo, con famiglia a carico
e tante bocche da sfamare, con una proroga della mobilità di 6 mesi, ancora non pagata dalle casse dell’I.N.P.S., con una stabilizzazione full time del lavoro, nei servizi dei comuni ed alle dipendenze della innovazione S.p.A., solo sulla carta, insomma, passano i giorni e tutto ancora è da vedere e da risolvere, ma per chi politicamente, abbiamo delegato con il voto e per i dirigenti degli enti preposti e direttamente responsabili, tutto questo è indifferente, non accade, per costoro, il 27 di ogni mese, lo stipendio viene accreditato ed è più che dignitoso, la spesa e la pancia l’hanno piena sempre e comunque, a loro, per poste e banche, viene tutto regolare e naturale, non vi è ritardo e problema alcuno.
È questa ahimè, la situazione a tutt’oggi, immersa, tra l’altro, in un silenzio assordante da parte di tutti, in primis le istituzioni preposte e i delegati dal popolo sovrano, scompaiono proprio, quando servono per risolvere qualcosa.
Ora che fare, con una giunta regionale d’Abruzzo, decapitata, ma a cui, manifestando, Ferranti e gli lsu, avevamo fatto fare una parte del dovere, facendogli prorogare di 6 mesi, per gli lsu, la mobilità in deroga, incentivando con 500.000 euri per l’assunzione negli enti pubblici, gli lsu rimasti, cioè ben 38.000 euri cadauno?
Per il presidente Ferranti e per le lsu, l’unica via che rimane da seguire e la seguiranno, è quella di continuare a sensibilizzare dalle ore 12.30 di mercoledì 23 luglio 2008, con maniere non violente, la provincia di Teramo, i comuni di Sant’Egidio alla Vibrata, Controguerra, Nereto, Tortoreto, la innovazione S.p.A. e ciò che rimane della regione Abruzzo, individuando e decidendo insieme i servizi da svolgere e le progettualità da mettere in campo, oltre che far sollecitare l’I.N.P.S., affinché effettui il pagamento a Ferranti ed alle 11 lsu rimaste, degli assegni di mobilità spettanti, da 3 mesi assenti.
Proprio per questo il presidente dell’associazione dalla parte giusta per la tutela del cittadino Settimio Ferranti, per le ore 12.30 di mercoledì 23 luglio 2008, aveva richiesto alla questura di Teramo, giorni fa, di poter manifestare con un incatenamento collettivo di lsu, in via Milli n. 2, sede della provincia di Teramo, aggiungendo nel frattempo uno sciopero della fame, iniziato giovedì 17 luglio 2008 e che tutt’ora si protrae ad oltranza, per sensibilizzare al disarmo enti, “banche armate” e chiesa ed a favore della finanza etica e solidale.
Il presidente Ferranti, già al 6° giorno di sciopero della fame, e le mamme e donne lsu, sperano vivamente che, le istituzioni governative ecclesiali e bancarie, soggetti direttamente responsabili, siano veramente disponibili a risolvere le tematiche, che in questi giorni, i lavoratori utili hanno sollevato, dimostrandolo e mettendolo in campo, con vero senso etico, morale, sociale e solidale, già da mercoledì 23 luglio 2008, nell’incontro che Ferranti e le lsu, alle ore 12, avranno in provincia, con il presidente D’Agostino, con nella mente e nel cuor la speranza di averne, nella stessa giornata, anche uno, con Monsignor Seccia, in Vescovado a Teramo, evitando così altre atroci sofferenze, a Ferranti, alle lavoratrici utili e loro famiglie, dalle istituzioni preposte, da troppo tempo, abbandonati al proprio destino, quest’ultimo, ora più che mai incerto.
Sei interessato a questa notizia e vorresti dire la tua, inserisci un commento, CLICCA QUI Se, invece, vuoi ricevere gli aggiornamenti di Tg Roseto direttamente sul tuo aggregatore RSS, CLICCA QUI.






I vostri commenti
Non c’è ancora nessun commento.
Spiacenti, ma i commenti per questa notizia sono chiusi.