Particolarmente un calendario quasi mai visto

Il calendario di Roseto degli Abruzzi ha riscosso un successo enorme tra i rosetani. In troppi però non hanno potuto avere la propria copia, visto che la tiratura di stampa è stata davvero scarsa rispetto alle richieste manifestate dopo la presentazione.

Quando si realizza un’opera per la comunità bisogna fare in modo che tutti ne possano usufruire, quindi non si può esaurire la distribuzione in mezza giornata e magari sostenere ”a chi tocche attocche” o “beate a chie l’havute”. Chi l’ ha avuto aveva gli stessi diritti di chi non ha avuto, quella mattina, la possibilità di recarsi in edicola, per cui queste espressioni hanno reso ancor più infelice l’iniziativa e ci porta a dire che il lavoro dovrà essere pagato solo ed elusivamente da chi l’ha commissionato e non dalla comunità rosetana. Quando un’opera di carattere pubblico ha esaurito la visione di pochi e si è rinchiusa in alcuni scaffali ed ha eluso la fruizione di molti, crea negli esclusi le inquietudini, i dubbi, i pensieri, le prospettive, le immagini e la convinzione che l’opera sia inutile: dunque un fallimento. Se non c’erano i fondi necessari per una maggiore tiratura non si sarebbe dovuta realizzare, anche perché non se ne sentiva la necessità. Questa non è una critica sterile nei confronti di chi a curato la realizzazione dell’opera, bensì una condanna senza appello a chi, per il piacere di apparire e nel più arrogante ed elementare dilettantismo politico ha voluto un calendario a nome del Comune, ma solo per alcuni cittadini, facendo si che per i più fosse la sintesi di critiche negative, pessime opinioni e giudizi feroci per spese inconcepibili nei confronti di chi è convinto di meritare solo lodi. Ci spiace essere brutali: nessuno pensi ad una seconda stesura o edizione, è bastata questa bella “cotte de pane” dove il dilettantismo ha creato anche “l’oblìo” dei giorni della settimana. Ma sappiamo che a certi politici interessano solo i numeri.

DAI
Tratto da La Città

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