Nella decorsa serata, alle ore 22.00 circa, perveniva a questo “113” la segnalazione di un individuo che, a bordo di un’autovettura, aveva minacciato di morte con una pistola, poco prima, la moglie e i due figli,
dopo una violenta lite scoppiata per l’ira dell’uomo, da tempo in crisi nei rapporti familiari. Lo stesso, peraltro, avrebbe anche cercato di seguire il veicolo in cui erano sfuggiti la moglie e i figli che, solo dopo una repentina corsa, riusciva ad allontanarsi, facendo perdere le tracce. Immediatamente, i poliziotti si portavano a Castelnuovo Vomano, ove il fatto era avvenuto, raccogliendo ogni utile informazione sulla dinamica e sui protagonisti della triste vicenda.
Grazie alla descrizione di alcuni abitanti del posto, gli Agenti riuscivano ad individuare chi fosse l’uomo in preda all’attacco di violenza e, conseguentemente, si ponevano alla ricerca dell’autovettura e dello stesso. Nel frattempo, venivano raggiunti telefonicamente i familiari, disperati, a cui veniva detto di non fare assolutamente rientro presso la propria abitazione, bensì di dirigersi a Roseto degli Abruzzi, in zona concordata e sicura. Portatisi a casa, ove presumilmente aveva fatto rientro l’uomo, i Poliziotti, adottando tutte le misure del caso, vedevano, parcheggiata all’interno di una rimessa per attrezzi, a circa 100 metri dalla stessa, l’autovettura ricercata con l’uomo sdraiato sul sedile guidatore, che teneva entrambe le mani nelle tasche del giubbotto. Insospettiti dallo strano atteggiamento, gli Agenti, sorvegliando tutti i punti sensibili per meglio controllare ogni gesto dell’uomo, ordinavano allo stesso di scendere dal veicolo con le mani alzate: questi, contrariato, eseguiva solo dopo ripetuti inviti ma, una volta sceso, con gesto deciso e repentino, improvvisamente rimetteva la mano destra nella tasca del giubbotto, afferrando un oggetto chiaramente identificabile come una pistola, che puntava contro i poliziotti.
Compresa la pericolosità dell’azione, questi ultimi immediatamente bloccavano l’uomo, immobilizzandolo, evitandogli qualsiasi mossa che potesse rilevarsi pericolosa per l’incolumità. Così si aveva la constatazione che all’interno della tasca deteneva realmente una pistola, carica e con il “colpo in canna”, cosa che avrebbe consentito all’uomo di sparare con la massima velocità all’indirizzo degli Agenti operanti.
Ammanettato, veniva condotto in Questura mentre altri poliziotti procedevano alla perquisizione sia dell’abitazione, che del laboratorio di falegnameria ove l’uomo lavorava: sono stati così trovati una pistola lanciarazzi, una carabina, due fucili, un’altra pistola e 900 munizioni di vario tipo per pistola e fucili. Detto materiale era illegalmente detenuto ad eccezione della carabina ad aria compressa e una delle due pistole è risultata rubata ad Ancona alcuni anni fa.
L’uomo, Di Battista Gabriele, sessantenne di Castelnuovo al Vomano è stato così tratto in arresto per violenza e minaccia a P.U. aggravata dall’uso delle armi, porto illegale di arma comune da sparo, detenzione illegale di armi clandestine e munizionamenti di vario genere. E’ evidente come il tempestivo della Polizia è riuscito a scongiurare una tragedia familiare “annunciata”: è infatti presumibile che l’uomo si fosse appostato all’interna della rimessa, sdraiato nel veicolo, proprio per attendere il rientro della moglie e dei due figli che avrebbero dovuto necessariamente percorrere un tratto di strada davanti al suo veicolo, per poi dare sfogo agli istinti peggiori, come comprova il cosiddetto “colpo in canna” che consente, come noto, solo premendo il grilletto, di esplodere colpi a ripetizione.


