Una truffa in piena regola ai danni di un’anziana teramana. La possibilità di un guadagno e la beffa dietro l’angolo.
Dopo mesi di indagine, però, i carabinieri di Teramo sono risaliti ai responsabili
e hanno denunciato due uomini pescaresi, di 50 e 30 anni che dovranno rispondere di truffa.
L’anziana, il 20 gennaio del 2006 è stata fermata nei pressi della sua abitazione da un uomo che, con accento straniero, le ha raccontato di essere un cittadino svizzero e che suo padre aveva combattuto durante la seconda guerra mondiale a Teramo.
Il padre, sempre secondo il racconto dell’uomo, era stato poi colpito da una bomba che gli aveva procurato numerose lesioni curate da un medico del luogo.
Poi, in fin di vita, aveva espresso il desiderio di ritrovare proprio quel medico e gli aveva affidato 120 mila euro da dare in beneficenza.
La donna ha ascoltato un po’ titubante la storia e sempre in quegli attimi si è avvicinato un altro uomo, più anziano, e ha detto di essere un medico pediatra con lo studio medico a Teramo.
Lo svizzero ha spiegato all’anziana che per formalizzare la donazione bisognava stipulare un atto presso uno studio notarile ed era necessaria la somma di 9600 euro.
Questa cifra, per poche ore, l’avrebbe dovuta anticipare la donna e le sarebbe stata restituita subito dopo la stipula dell’atto.
L’anziana è però caduta nel tranello: è salita sull’auto dello sconosciuto insieme al complice, il sedicente pediatra, ed è stata accompagnata presso la filiale di Teramo del Monte dei Paschi di Siena, la sua banca.
E’ stata allora prelevata la somma richiesta dal suo libretto di deposito ed è risalita in auto diretta verso il notaio.
Durante il tragitto però il medico ha ricordato all’anziana che serviva anche una marca da bolla e così dopo averle data una moneta da 2 euro i due l’hanno fatta scendere vicino alla stazione ferroviaria affinchè andasse dal tabaccaio.
Acquistata la marca da bollo però ha scoperto che i due si erano dileguati. Non le è rimasto altro da fare che denunciare i due ai carabinieri che dopo molti mesi sono riusciti a risalire ai due responsabili. Per loro, comunque, solo una denuncia.



