Riceviamo e Pubblichiamo - Egregio Direttore, alla luce dei più recenti fatti giudiziari e di criminalità verificatisi nella nostra Regione (scandalo FIRA e relativi arresti;
fallimento pilotato del Pastificio Delverde; scioglimento del Consiglio Comunale di Montesilvano e arresto di Sindaco, un Assessore, funzionari e imprenditori; efferato omicidio ancora irrisolto dell’Avvocato Libero Masi di Nereto e della sua compagna Emanuela Cheli, dopo il caso ancora oscuro dell’assassinio da parte di killer dell’Avvocato Fabrizi a Pescara) mi assumo la responsabilità di chiedere un nuovo sopralluogo in Abruzzo della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa e similare.
Il primo sopralluogo della Commissione antimafia in Abruzzo si svolse, su mia richiesta, in qualità di Parlamentare abruzzese eletto nella “Lista Marco Pannella”, nei giorni di venerdì 15 e sabato 16 ottobre 1993, richiesta subito accolta dall’allora Presidente della Commissione On. Luciano Violante, dopo che la maggioranza del Consiglio Regionale d’Abruzzo aveva “per paura e per timore” respinto una medesima proposta avanzata dal Gruppo Consiliare del PDS ed in particolare dal Consigliere Prof. Sergio Turone, dopo le drammatiche vicende dell’arresto dell’intera Giunta Regionale del 1992 e di altre clamorose inchieste e arresti riguardanti personaggi politici eccellenti delle Amministrazioni Comunali di Pescara, L’Aquila, Chieti, Teramo, Lanciano, Vasto, Avezzano e Sulmona.
Mi assumo oggi, come semplice Cittadino e responsabile del Movimento “Città per Vivere”, la responsabilità morale e politica di rilevare e denunciare con forza, indignazione e preoccupazione che le osservazioni più allarmanti, le critiche ed i suggerimenti evidenziati nella relazione finale del 19 gennaio 1994 riguardante i risultati della visita in Abruzzo, non furono e non sono ancora state tenute in alcun conto da chi di dovere, mentre sono evidentemente rimaste per anni “lettera morta” le denunce pubbliche dell’allora Procuratore della Repubblica di Pescara Enrico Di Nicola (attualmente a Bologna).
Nella relazione approvata dalla Commissione e presentata alle Presidenze delle due Camere il 19 gennaio 1994 infatti, a pag. 81 si legge testualmente: “Secondo il Procuratore della Repubblica (Enrico Di Nicola) una illegalità diffusa a livello economico con un giro di affari miliardario e una illegalità amministrativa in un’area che assorbe il 70 per cento dell’attività complessiva della regione, destavano un grave allarme e meritavano una più puntuale attenzione da parte dello Stato per non doversi trovare, nel giro di un quinquennio, in una situazione “terribile”.
Spero che gli Organi di Informazione, la Società Civile ed i Girotondi, non si mettano paura della “mafia nostrana” che si manifesta ancora come diceva 13 anni fa il Procuratore Di Nicola, e si mobilitino a sostegno di una “urgente e attrezzata” visita in Abruzzo della Commissione Parlamentare antimafia recentemente rinnovata: non affidiamoci alla sola presenza periodica dei grandi e famosi “Personaggi e Magistrati antimafia”, invitati in Abruzzo in occasione di celebrazioni e premiazioni ma, ascoltata la loro preziosa testimonianza ed apprezzati i loro consigli ed i loro puntuali allarmi, ci diamo da fare noi stessi, direttamente e quotidianamente nella nostra realtà, per impedire, prevenire e contrastare con i fatti e non solo a parole, ogni forma di criminalità, per non essere colti di sorpresa ancora una volta da eventi di estrema gravità sociale e per non arrivare, come succede ai nostri politici, sempre in ritardo.
Ex Parlamentare


