Considerato un “detenuto modello”, tanto da permettergli di partecipare all’udienza dal Papa. Ma ora è soltanto considerato evaso e pertanto ricercato in tutta Italia.
Angelo Di Gennaro è svanito nel nulla mercoledì scorso dopo aver partecipato a Roma all’udienza del Pontefice assieme ad altri reclusi. L’uomo non si è ripresentato all’autobus che avrebbe dovuto ricondurlo al carcere di “Castrogno” di Teramo dove si trovava recluso. Dal carcere fanno sapere che nei mesi scorsi Di Gennaro aveva usufruito di sette permessi premio per la sua ineccepibile condotta e non aveva mai avuto comportamenti in contrasto con l’ordinamento penitenziario. Secondo quanto si è appreso in ambienti penitenziari, l’uomo, condannato per violenza sessuale e che finirà di scontare la pena a giugno, era stato scelto per partecipare all’udienza in un gruppo di detenuti, ed era partito per la capitale assieme ad altri tre carcerati dell’istituto di pena teramano. Dal gruppo erano stati scartati altri due prigionieri ritenuti non idonei a usufruire del permesso speciale. Stando però sempre ad alcune indiscrezioni, sul conto dell’uomo sarebbero state proposte relazioni negative sulla condotta che ne avrebbero sconsigliato la concessione del beneficio. Dopo 12 ore dal mancato rientro, secondo le procedure
previste, è stato considerato evaso e dunque ricercato



