Il presidente e 7 assessori sono stati inquisiti per concorso in abuso di ufficio. Al centro dell’inchiesta una delibera con cui si autorizzava una transazione di 14 mln di euro
per un credito vantato nei confronti delle Asl abruzzesi da una clinica privata. Bufera giudiziaria sulla giunta regionale abruzzese. Il presidente Ottaviano Del Turco e sette assessori sono stati indagati per concorso in abuso di ufficio nell’ambito di un’inchiesta della magistratura di Pescara su una delibera di giunta con cui si autorizzava una transazione di 14 mln di euro per un credito vantato nei confronti delle Asl abruzzesi da una clinica privata. ”Non penso di dover commentare”, si è limitato a dire il presidente della Regione. Oltre a Del Turco risultano indagati nelle vicenda 7 dei 10 assessori regionali. Tra questi, Bernardo Mazzocca (Sanità), Fernando Fabbiani (Lavoro), Mimmo Srour (Lavori pubblici), Tommaso Ginoble (Protezione civile), Giovanni D’Amico (Bilancio) e Franco Caramanico (Ambiente). Il provvedimento non riguarda il vicepresidente Enrico Paolini, Betty Mura (Cultura) e Valentina Bianchi (Attività produttive), tutti e tre assenti al momento dell’approvazione della delibera. L’inchiesta della magistratura pescarese riguarda la delibera della Giunta regionale n. 58 del 29 gennaio 2008. L’iniziativa sarebbe partita a seguito di un’interpellanza di Rifondazione comunista secondo cui la transazione portata avanti dalla Giunta regionale appariva sproporzionata perché comprendeva somme non dovute ai creditori, ossia, a quanto è stato possibile apprendere, il gruppo sanitario ‘Villa Pini’ di Chieti, che vantava dalle Asl abruzzesi una serie di crediti che non potevano essere saldati a causa del deficit sanitario che aveva interessato anche la Regione Abruzzo. Da qui l’iniziativa del gruppo di stipulare un contratto per la cessione del credito alla Deutsche Bank che allo scadere dei termini previsti ha intimato alla Regione di provvedere al pagamento delle competenze dovute. A quel punto la Giunta regionale si è mossa per arrivare ad una transazione del debito per spingere poi i direttori generali delle Asl a liquidare e pagare quanto dovuto. Si tratta, secondo fonti vicine alla Giunta regionale, di somme che non sarebbero state ancora materialmente erogate in quanto si trascina ancora l’esame da parte di alcuni ispettori regionali per una verifica più puntuale dell’ammontare certo del debito. Gli interessi accumulati per i ritardi sfiorerebbero già 1 mln di euro.


