Quanto ai ticket per l’uso degli impianti sportivi, l’amministrazione comunale di Roseto precisa che essi sono stati previsti già nel primo regolamento comunale datato 1978, trattandosi di servizio a domanda individuale.
I ticket sono stati stabiliti in base alle spese vive, che per il Palasport di Roseto degli Abruzzi erano già all’epoca particolarmente elevate. Fino al 2000 l’Amministrazione ha sostanzialmente compensato l’intero ticket con il contributo che erogava a favore delle società. Dal 2001, di fronte ai costi di gestione sensibilmente aumentati, alle società è stato concesso un contributo pari al 50% del ticket dovuto, a condizione che le società pagassero l’altra metà. Non può, in ogni caso, trattarsi di pagamenti retroattivi, anche perché - si spiega nella nota - l’Amministrazione ha concordato, insieme alle società, la possibilità di rateizzare in cinque anni quanto dovuto, lasciando comunque aperta la possibilità di sovvenire alle stesse con contributi straordinari. Con l’approvazione del bilancio 2007 i ticket sono aumentati, in base ad un ulteriore controllo delle spese vive. Attualmente si sta lavorando - tenendo conto delle indicazioni del gruppo di lavoro costituito fra le società sportive - per valutare se vi sono le condizioni per una riduzione delle nuove tariffe, nel redigendo bilancio”. Fin qui le parole spese per la querelle ma sta di fatto che i ticket per l’impianto sportivo si stanno tramutando in un flop per il comune che aveva previsto circa 75 mila euro di recupero di cui ne è riuscita ad incassare appena un terzo. In parole piu’semplici finito il basket che conta (leggi serie A) ci si sta accorgendo che questo mega impianto costoso ed osannato causa solo scontenti fra l’amministrazione comunale, e chi fa pratica sportiva (leggi società sportive) e i cittadini che non volevano far pesare sulla collettivita questa spesa (tranne i 900 abbonati che in questi anni si sono divertiti la domenica).


