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Feb 18

Riceviamo e pubblichiamo - La nuova Legge Regionale 19 dicembre 2007, n. 44, che disciplina il referendum abrogativo, ha inserito un’altra grave “limitazione” allo svolgimento del referendum abrogativo,

che diventa così “praticamente impossibile” almeno per i prossimi 4 anni. In tal modo il Consiglio Regionale dell’Abruzzo, sull’esempio delle famigerate “liste bloccate” del “porcellum” nazionale, inaugura la pratica del “Referendum sospeso a divinis”.
Infatti, oltre ad avere confermato tutti i precedenti limiti di ammissibilità di un referendum abrogativo, con particolare “conflitto di interessi” per i provvedimenti che stabiliscono le “indennità ed i compensi” degli stessi Consiglieri regionali, degli Assessori interni ed esterni, dei Presidenti, Vice Presidenti e componenti degli innumerevoli organi di vertice e Consigli di Amministrazione degli “Enti strumentali” della Regione, il Consiglio Regionale ha stabilito che:
1°- L’iniziativa referendaria non può essere esercitata nei sei mesi precedenti la scadenza del Consiglio regionale e nei sei mesi successivi alla elezione del Consiglio regionale;
2°- Le operazioni e le attività relative alla indizione, allo svolgimento e alla proclamazione dei risultati, sono sospese “anche” nei tre mesi antecedenti e nei tre mesi successivi alla data fissata per le elezioni politiche o amministrative di almeno la metà dei Comuni o delle Province della Regione. Questa ultima “grave ed ingiustificata” limitazione, inserita “ex-novo”, non era presente nella precedente L.R. 86/87 abrogata, e, fatto ancora più grave, non è contemplata dall’art. 76 del nuovo Statuto il quale, al Comma 2 stabilisce soltanto che “Il referendum non può essere tenuto nei sei mesi precedenti la scadenza del Consiglio regionale e nei sei mesi successivi alla elezione del Consiglio”.
Le cose “istituzionalmente” sono andate così: la Commissione Speciale per lo Statuto e la Legge elettorale, nella seduta del 8 novembre 2007, ha espresso nel merito parere favorevole a maggioranza dei voti; hanno votato a favore i Consiglieri: Melilla; Santroni, Aceto, Mascitelli, Boschetti, Cesarone; si sono astenuti dal voto i Consiglieri: Pace (con delega Cons. Di Stefano), Bruno Di Paolo e Amicone. Il Consiglio regionale, nella seduta del 27.11.2007, udita la relazione svolta dal Presidente Melilla proponente del progetto di Legge, LO APPROVA con la maggioranza prescritta dallo Statuto della Regione.
Ora, siccome i referendum abrogativi in Abruzzo si possono svolgere “solo” in una domenica tra il 15 aprile e il 30 giugno di ogni anno, osservando il previsto calendario elettorale, viene fuori quanto segue: anno 2008: elezioni politiche anticipate; anno 2009: elezioni Europee ed amministrative Provinciali; anno 2010: elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale; anno 2011: elezioni amministrative Comunali in più della metà dei Comuni abruzzesi. Un eventuale referendum abrogativo, così restando la Legge 44/2007, si potrà svolgere eventualmente e solo nell’anno di grazia 2012, sempre che non ci siano elezioni politiche o amministrative anticipate!
Se entro il 13 marzo prossimo il Consiglio Regionale non abrogherà la lettera c) dell’art. 16 della L.R. 44/2007, il Comitato, non potendo dare inizio in tempo utile alla raccolta delle firme già annunciata per i 3 Referendum abrogativi sui costi e sugli sprechi della politica, chiederà al Governo, alla Consulta ed al Collegio per le Garanzie statutarie il rinvio e l’annullamento della intera Legge in quanto incostituzionale.
Comitato promotore Referendum regionali abrogativi