Giulianova, stazione meteo Teramo, esaminati numerosi strumenti urbanistici
Feb 05

Sarà firmato giovedì prossimo alla Torre del Cerrano, a Pineto, l’atto costitutivo e lo statuto del Consorzio di gestione della nuova area marina protetta.

Dopo l’approvazione dello schema di decreto da parte della Conferenza Stato-Regioni, il 24 gennaio scorso, la nascita del Consorzio è l’ultimo atto amministrativo propedeutico alla firma da parte del Ministero dell’Ambiente.

A sottoscrivere l’atto di nascita del Consorzio, ente gestore dell’area marina, il presidente della Provincia, Ernino D’Agostino, il sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, il sindaco di Silvi, Gaetano Vallescura; l’assessore regionale all’Ambiente, Franco Caramanico.

Era l’ottobre del 1997 quando, su proposta dell’allora parlamentare Franco Gerardini, l’istituzione di un parco marino alla Torre del Cerranno, fu inserita nella legge 344. Un lungo iter nel corso del quale, i Comuni e la Provincia, hanno condiviso progettazione e obiettivi dell’area protetta con tutti i portatori di interesse locale: associazioni e consorzi della pesca; associazioni ambientaliste; operatori del turismo; cittadini.

Progettazione e perimetrazione sono il frutto di accurati studi coordinati dalla Provincia e realizzati dall’Istituto Zooprofilattico “Caporale” e dall’Università di Teramo, Facoltà di Veterinaria. Con l’area marina della Torre del Cerrano si completa un programma di protezione e valorizzazione del mare e della costa teramana che ha già visto la realizzazione di una rete di oasi marine per il ripopolamento. (fra Martinsicuro e Alba Adriatica; fra Giulianova e Roseto; fra Silvi e pineto). Le strutture subacquee hanno consentito, in questi anni, la salvaguardia ambientale e lo studio dell’ecosistema marino.

Alla Torre di Cerrano, inoltre, è situata una delle sedi del Reparto Biologia Marina e Fluviale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” presso la quale è in via di realizzazione un impianto sperimentale di acquacoltura, ad alta tecnologia, finalizzato all’allevamento di specie innovative per il mercato italiano, come ad esempio la cernia, ed alla produzione di specie autoctone per il ripopolamento in mare.