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Gen 30

ImageShackDomani giovedi’ 31 gennaio 2008, Antonio Petito porta in scena al Teatro Odeon di Roseto deglui Abruzzi, “Don Fausto”, parodia dell’opera tedesca con l’adattamento e la regia di Arturo Cirillo.

Ormai noto per le operazioni espressionistiche del “Mettiteve a ffa’ l’ammore cu’ me” di Scarpetta, “La Piramide” di Copi, “L’ereditiera” di Ruccello e “Le Intellettuali” di Moliere, oggi il regista partenopeo affronta il testo petitiano del 1865, scritto in una lingua arcaica e musicale, che fonde insieme mitologie germaniche e tradizioni popolari campane.

Il vecchio Fausto Barilotto (Salvatore Caruso) per omonimia crede di essere il celebre poeta tedesco creando grande preoccupazione nei suoi familiari (Antonella Romano e Luciano Saltarelli); l’avvocato Liborio (Rosario Giglio) propone loro di assecondarlo e inscenare tutti insieme le vicende del “Faust” sperando che rinsavisca. I personaggi danno vita così ad una macchina metateatrale in cui i cambiamenti di ruolo e di scena sono realizzati a vista, agevolati dalle scene efficaci e suggestive di Massimo Bellando Randone. Fausto, seppur timoroso e titubante, invoca l’aiuto del diavolo, il quale lo accompagna dalla strega, alla taverna e da Margherita, ripercorrendo le tappe più importanti della Prima Parte del testo di Goethe. Non poteva mancare la figura di Pulcinella, qui interpretata da una donna (Sabrina Scuccimarra) proprio ad evidenziare la neutralità della maschera tanto cara a Petito, il quale la rielaborò concedendole l’ascesa sociale alla borghesia e una connotazione più psicologico-sentimentale. Spettacolo equilibrato e dinamico, in cui molta importanza acquistano la gestualità e la mimica facciale degli attori, nonché i momenti musicali e corali.