Gen 19
Riceviamo e pubblichiamo - Quando si dice : “E’ incredibile ma vero”. Il Papa viene respinto per una colpa che non ha compiuto a causa di un ridicolo malinteso di alcuni docenti dell’università La Sapienza.
La frase incriminata è questa: “All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto”. Si tratta di una citazione che riporta un’affermazione di Feyerabend. Attenzione, il Papa, nella sua conferenza risalente al 15 marzo 1990, risponde in questo modo: “Sarebbe assurdo costruire sulla base di queste affermazioni una frettolosa apologetica. La fede non cresce a partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità, ma dalla sua fondamentale affermazione e dalla sua inscrizione in una ragionevolezza più grande”. Il Papa difende Galileo e non Feyerabend perché scrive chiaro e tondo che è assurdo da parte della fede rifiutare la razionalità e difatti si appella a “una ragionevolezza più grande” in cui fede e razionalità possono compenetrarsi. Quindi, vorrei sapere per quale motivo i professori sostengono questo: “…parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all’avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano” A quali ‘parole’ si appellano? Scusate, il Papa ha messo in luce la ‘razionalità’ e non il dogmatismo dell’Inquisizione. Va precisata un’altra cosa molto importante. La figura di Galileo è stata ripresa e riscoperta proprio da Wojtyla e Ratzinger propria a causa del fatto che la metafisica galileiana è in sintonia con i valori del pontificato. Galileo, che vede nella matematica il linguaggio di Dio e allo stesso tempo l’interpretazione della natura, espone esattamente quell’armonia tra fede e ragione che Ratzinger propone. Qui non c’entra un bel niente il cosiddetto ‘laicismo dello Stato’ di cui parlano inutilmente i mass media o addirittura la presunta difesa di Galileo a cui hanno aderito i docenti. E’ solo una questione di buon senso che è venuto,incredibilmente, a mancare. Si è alzato un polverone di fumo e basta. Dobbiamo davvero ringraziare questo sciocco avvenimento per renderci conto del grave oscurantismo presente tra questi egregi professori, probabilmente vittime di un modo di ragionare senza nessun tipo di aperture, in una condizione di pensiero indiscutibile mascherato da “pensiero libero”. Questo atteggiamento di forte conformismo avviene ogni volta che la razionalità si chiude in sé stessa fino a soffocare il genuino e aperto spirito scientifico nel moderno e barbaro positivismo, dove lo scientismo tecnicistico ha dissacrato tutto a causa del diritto tecnologico all’antiumanesimo. Non a caso, è stato proprio il pensiero metafisico di Galileo,amico della scienza, a essere punito in nome del fondamentalismo del pensiero unico. Sandro D. Fossemò