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Gen 18

Raccogli i vecchi cellulari funzionanti fino ad un massimo di tre, inseriscili (senza carica batterie) nell’apposita busta preaffrancata, introducila nella cassetta più vicina:

sono queste le istruzioni che deve seguire chi aderisce a “CuorePhone”, iniziativa di Poste italiane che parte dal Veneto con lo slogan “Quando smetti di chiamare, non smettere di rispondere”. La società presta la propria rete logistica e di recapito per informare le famiglie, raccogliere e riciclare i vecchi cellulari. Per ogni telefonino raccolto, l’associazione “Medici senza frontiere”, premio Nobel per la pace nel 1999, otterrà parte del ricavato (“fino a tre euro”), utile per somministrare cibo iperproteico nella riabilitazione dei bambini colpiti da malattie infettive. I consumatori riceveranno dal proprio portalettere la documentazione contenente le informazioni e la busta con la quale spedire i vecchi cellulari. Le prime province coinvolte saranno Belluno e Rovigo: da giovedì 17 gennaio partirà la consegna di circa 200mila involucri diretti ad altrettanti destinatari. Nei giorni successivi le stesse spedizioni raggiungeranno le altre zone, complessivamente 2 milioni di recapiti. Se poi il progetto troverà riscontri positivi, verrà esteso al resto d’Italia. I portatili -precisano da Poste italiane, da poco attiva nel settore della telefonia con Poste mobile- verranno raccolti al Cmp di Padova e poi diretti nei Paesi Bassi, per essere riciclati e venduti. Secondo uno studio di Peter Beigl e Stefan Salhofer dell’Università di Vienna, ogni anno vengono buttati via 45 cellulari ogni 1.000 persone. La raccolta di cellulari usati ha già avuto successo in altre realtà europee come l’Austria, dove dal 2004 sono stati recuperati più di 400mila apparecchi, che hanno permesso di donare 550mila euro alla Caritas nazionale. Si calcola che in Italia, ogni anno, 2,6 milioni di cellulari vengono buttati nei rifiuti o comunque restano inutilizzati.