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Dic 04

Riceviamo e Pubblichiamo - Alla luce dei più recenti fatti criminosi e giudiziari verificatisi nella nostra Regione chiedo un nuovo sopralluogo in Abruzzo della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa e similare, recentemente ricostituita in base alla Legge n. 277 del 27 ottobre 2006.

Pio Rapagna onorevole Abruzzo

L’unico sopralluogo della Commissione antimafia in Abruzzo si svolse, su mia richiesta, nei giorni di venerdì 15 e sabato 16 ottobre 1993. La richiesta fu “per fortuna” accolta dal Presidente della Commissione On. Luciano Violante, dopo che l’allora maggioranza del Consiglio Regionale d’Abruzzo, si era rifiutata di accogliere la medesima proposta avanzata dal Gruppo Consiliare del PDS ed in particolare dal Consigliere Prof. Sergio Turone, dopo le drammatiche vicende dell’arresto dell’intera Giunta Regionale del 1992 e di altre clamorose inchieste e arresti riguardanti personaggi politici eccellenti delle Amministrazioni Comunali di Pescara, L’Aquila, Chieti, Teramo, Lanciano, Vasto, Avezzano e Sulmona. Mi assumo la responsabilità morale e politica di rilevare e denunciare oggi che le osservazioni, gli allarmi, le critiche ed i suggerimenti presenti nella relazione finale riguardante l’Abruzzo, non furono e non sono state tenute in alcun conto da chi di dovere, almeno in fase preventiva e di contrasto, né per l’immediato e né in anni successivi, mentre restavano “lettera morta”, drammaticamente sottovalutate e quasi irrise, le denunce pubbliche dell’allora Procuratore della Repubblica di Pescara Enrico Di Nicola (attualmente a Bologna). Nella relazione approvata dalla Commissione e presentata alle Presidenze delle due Camere il 19 gennaio 1994 infatti, a pag. 81 si legge testualmente: “Secondo il Procuratore della Repubblica (Enrico Di Nicola) una illegalità diffusa a livello economico con un giro di affari miliardario e una illegalità amministrativa in un’area che assorbe il 70 per cento dell’attività complessiva della regione, destavano un grave allarme e meritavano una più puntuale attenzione da parte dello Stato per non doversi trovare, nel giro di un quinquennio, in una situazione “terribile”. Sarebbe “interessante” ascoltare dalla voce degli attuali politici, nell’ambito della seduta del Consiglio Regionale convocato per martedì prossimo per discutere della vicenda FIRA, ma si spera anche del modello-sistema Montesilvano, dell’esemplare fallimento pilotato del Pastificio Delverde e di altre Aziende ex-GEPI passate ai privati (come ad es. il Gruppo ex-Monti di Montesilvano, Roseto, Silvi, Notaresco e Basciano e tutte le “fabbriche sostitutive” delle attività “dismesse” a L’Aquila, Avezzano, Sulmona, Chieti e Teramo), che cosa hanno fatto loro di concreto per scongiurare e prevenire quella “situazione terribile” e che cosa ha visto “nelle carte” e fatto di concreto la Commissione antimafia almeno negli anni di presidenza dell’On. Ottaviano Del Turco, come abruzzese e come sindacalista nazionale della CGIL.

Pio Rapagnà
Città per Vivere-Mia Casa-Solidarietà e Giustizia