Solidarietà a Giuseppe La Pietra
Riceviamo e pubblichiamo - Dichiarazione di Pio Rapagnà - Esprimo tutta la mia personale solidarietà e vicinanza, e quella delle Associazioni “Solidarietà e Giustizia” e “Città per Vivere” d’Abruzzo, all’amico Giuseppe La Pietra
e alle Associazioni Libera, Libera Marsica e Libera L’Aquila. Ho denunciato nei mesi e giorni scorsi il pericolo che, esponenti antimafia locali e Cittadini abruzzesi, lasciati soli o isolati da una parte superficiale della società civile o esclusi dalle manifestazioni pubbliche organizzate con il patrocinio ed i finanziamenti di istituzioni regionali e locali che ben poco hanno fatto nel passato e meno ancora fanno di concreto ed efficace nel presente e quotidiano accadere, potessero essere oggetto di ritorsioni, intimidazioni e minacce a causa del loro proprio impegno ed “esposizione”, se non fossero stati “affiancati, protetti e sostenuti” con più attenzione, anche dopo che i riflettori, provvisoriamente e fortunatamente accesi sulle più grandi e significative personalità nazionali antimafia e anti corruzione, invitate in Abruzzo in particolari occasioni e circostanze, si fossero spenti o affievoliti o anche distratti. Tutti sanno che, negli ultimi anni e mesi, ed anche recentemente, ho ripetutamente chiesto una visita “ispettiva” in Abruzzo, con i poteri della Magistratura, della Commissione parlamentare antimafia, così come feci ed ottenni nel 1993. Oggi però, tale richiesta, è sempre caduta nel vuoto, e nessuna iniziativa in tal senso è stata assunta dalla Commissione, dal suo Presidente e da altri componenti, che pure, spesso, rilasciano dichiarazioni impegnative e significative sulla nostra Regione e sulla situazione critica dell’ex “isola felice” che siamo diventati. Mi sento in dovere di riportare e citare le seguenti dichiarazioni di esponenti politici e parlamentari di Rifondazione Comunista, pubblicate da “primadanoi”, unitamente a quella rilasciata dal Presidente della stessa Commissione antimafia, anche lui dello stesso partito: e mi chiedo perchè il Presidente Forgione e gli altri componenti della Commissione antimafia non accolgono subito la mia richiesta e non diano una accelerata, da Roma, a tutta la questione, e anche in Abruzzo, prima che sia troppo tardi.
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