Riceviamo e pubblichiamo - “A tutela degli interessi del Comitato promotore e dei Cittadini abruzzesi che, alla data del 28 settembre 2007, hanno già sottoscritto i 4 Referendum regionali sui costi impropri della politica, sono costretto ad interrompere il “silenzio della informazione e della parola”
e, in presenza di circostanze istituzionalmente rilevanti, dichiaro quanto segue: “L’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale, dopo 4 mesi di “silenzio totale” istituzionale, di mancata informazione dei soggetti interessati e di omissione di atti e provvedimenti legislativi per le garanzie statutarie e per la verifica del procedimento referendario, iniziato il 28 giugno scorso, comunica di avere deliberato, senza averne il titolo e la competenza, la “irricevibilità” delle richieste di referendum abrogativo presentate dal Comitato Promotore di Roseto degli Abruzzi. Lo stesso Ufficio ed il Presidente del Consiglio Regionale, che erano tenuti a farlo, non hanno sottoposto all’intero Consiglio Regionale la richiesta di proroga dei termini e la “sospensione” della procedura referendaria, quantomeno fino alla elezione e all’insediamento del Collegio per le garanzie statutarie, previsto tassativamente dall’art. 77 del nuovo Statuto della Regione. L’Ufficio di Presidenza, invece di prendere atto di una “anomala situazione”, forse anche imprevedibile ed imprevista data la “novità” della iniziativa referendaria regionale, e piuttosto che intervenire per superare e sanare con urgenza le inadempienze costituzionali, statutarie, legislative, normative da parte della stessa Regione e rimuovere i gravissimi ostacoli burocratici e organizzativi frapposti da diversi Comuni e da soggetti indicati dalla Legge Regionale quali esclusivi pubblici ufficiali autenticatori delle firme, si è semplicemente limitato a conteggiare il numero delle firme in parte presentate e, senza considerare il fatto ”gravemente ostativo” che la metà dei 305 Comuni abruzzesi e la stragrande maggioranza dei Notai, Cancellieri e Giudici di pace, non avessero ancora riconsegnato i moduli ad essi inviati il 28 giugno scorso, si limita a deliberare che: “Scaduto il termine ed entro il 30 ottobre… CON VOTI UNANIMI (cioè di 3 componenti su 5) DELIBERA DI DICHIARARE IRRICEVIBILI LE RICHIESTE DI REFERENDUM.”Nel ribadire con forza la richiesta al Consiglio Regionale di eleggere ed insediare immediatamente l’indispensabile “Collegio per le garanzie statutarie” ed attuare quanto previsto dagli art. 77, 79 e 80 del nuovo Statuto, annuncio che, se entro i prossimi giorni le istituzioni regionali non dovessero provvedere in tal senso, a tutela di tale “diritto statutario” attribuito ai Cittadini ed al Comitato ed a sostegno della richiesta medesima, riprenderò lo sciopero della fame, già sospeso a settembre”.


