Notaresco - Non c’è minaccia (lecita) che riesca a fermarli. Esposti, querele, integrazione di querele, l’intervento delle Forze dell’Ordine, recinzioni e porte sbarrate.
Talvolta per alcune sere consecutive, talaltra con repentini blitz a cui seguono pause anche di mesi, comunque tornano sempre a colpire. A dar fastidio, a picchiare al portone di casa o ad attaccarsi al campanello nel cuore della notte, a violare per sfida il suo domicilio, in passato anche per pestarlo. Un vero e proprio incubo iniziato nel 1998, interrotto per qualche tempo per una serie di vicende giudiziarie e di denunce incrociate, ripreso però con modalità diverse a partire da aprile di quest’anno. Fatto sta che Pasquale Di Emanuele, professore alle scuole medie di Giulianova e commercialista, ha perso ormai da tempo la sua tranquillità. Con lui, angosciati e inferociti contro quello che sembra un gesto tipico della Provincia italiana più oscura, anche il fratello Tonino e l’anziana madre ottantaquattrenne Ines Neri. L’intero nucleo familiare del professore di Guardia Vomano da quasi dieci anni è costretto a subire lo scherno e le angherie di alcuni compaesani, che di fatto tengono in ostaggio la tranquillità del loro ménage familiare e la loro serena convivenza con il vicinato. Nei giorni scorsi sarebbe accaduto l’episodio più grave della serie: la notte del 31 ottobre un gruppo dei soliti provocatori, dopo la scampanellata notturna di routine, avrebbe iniziato a battere ferocemente il portone della loro abitazione. Lo stesso episodio si sarebbe verificato anche la notte del 2 novembre, dopo la regolare denuncia depositata ai Carabinieri appena due giorni prima. All’ennesima provocazione il professore, svegliatosi nel cuore della notte, ha tentato però di scacciarli e poi d’inseguirli, ma i vandali si sarebbero comunque dati alla fuga inveendo pesantemente contro di lui. Al risveglio il professore si è accorto dei danni causati dal blitz: il portone ha ceduto sotto i colpi dei malintenzionati, spaccandosi in più punti. “Sono minorenni. Li ho visti in faccia - ha dichiarato Di Emanuele - Ho sporto una denuncia ai Carabinieri, ma non sembra servire a niente”. Di denunce - e processi - il professore ne ha ormai accumulati molti, ma il risultato sperato, spezzare la catena di provocazioni e violazioni di domicilio, non lo ha ancora ottenuto. “Da dieci anni ci distruggono la vita - prosegue freddamente rassegnato Di Emanuele - Spero che denunciando pubblicamente i disagi della mia famiglia, smettano una volta per tutte di darci fastidio”. Non sappiamo come si risolveranno le questioni giudiziarie che vedono coinvolti da una parte alcuni concittadini di Guardia Vomano e il professore. La sua inquietante storia appartiene però agli esempi più oscuri della Provincia italiana, dove distruggere la vita di una famiglia può diventare una moda che si trasmette per generazioni. Una situazione insostenibile che forse con meno omertà da parte del vicinato e forse con un minimo di attenzione in più non si sarebbe mai potuta verificare.
Alessandro Misson
Tratto da La Città



