La penultima seduta del Consiglio, prima della pausa estiva, si è caratterizzata per il confronto fra maggioranza e minoranza su mozioni, ordini del giorno e interrogazioni.
Ordine del Giorno sul sistema dei rifiuti presentato dalla Casa delle Libertà
Dopo essere stati oggetto, ieri mattina, della conferenza stampa della Federazione Provinciale della Casa della Libertà, i problemi riguardanti la gestione dei rifiuti, oggi, sono stati al centro del dibattito consiliare con l’ordine del giorno presentato dai gruppi che aderiscono alla Federazione. Illustrato dal consigliere di An, Carlo Taraschi, l’ordine del giorno contiene una critica severa all’operato della Provincia accusata di poca “operatività e di politica annunciata” e propone la realizzazione di un accordo di programma per portare fuori regione i rifiuti trattati dagli impianti della Team e del Cirsu - nelle Marche e in Emilia Romagna - ad un costo concorrenziale rispetto ad oggi. Nel documento, inoltre, si propone il recepimento dei nuovi indirizzi del Piano regionale.
Alle accuse hanno replicato l’assessore all’ambiente, Antonio Assogna e il presidente Ernino D’Agostino. Quest’ultimo, ha ricordato che per portare i rifiuti trattati fuori Regione non vi è alcuna necessità di un Accordo di programma – Comuni e Consorzi possono deciderlo senza alcun bisogno di un’autorizzazione - e che la Provincia, già nel marzo scorso, lo aveva asupicato (comunicato del 20 marzo, Presentazione dello studio sui siti : nel frattempo confidiamo sulla riapertura della discarica di Sant’Omero e sul fatto che sia il Cirsu che la Team hanno ottenuto l’autorizzazione regionale al trattamento dei rifiuti. Questo ci consentirà di smaltirli senza vincoli territoriali e senza autorizzazioni, laddove troveremo più convenienza) . “L’ordine del giorno della Casa delle Libertà” ha dichiarato D’Agostino “prescinde totalmente dall’intesa già raggiunta con i Comuni e Consorzi il 13 luglio scorso”.
D’Agostino ha ricordato che l’intesa contiene già un piano di intervento nel solco degli indirizzi del Piano Regionale: “A breve termine, per superare l’emergenza, con il recupero delle volumetrie negli impianti già esistenti e, a medio e lungo termine, con la previsione di nuovi impianti. Un’ intesa che impegna i Consorzi, organismi gestori degli impianti a comunicare, entro i primi giorni di Agosto, in quali siti, fra quelli individuati dalla Provincia, andare a realizzare le nuove discariche”
“La Casa delle Libertà – ha affermato l’assessore Antonio Assogna – fa solo demagogia perché sa benissimo, al di là del gioco delle parti, che la Provincia è andata ben oltre le proprie competenze per risolvere i problemi in atto e che stiamo scontando gli effetti di situazioni che sono il frutto combinato delle scelte operate negli anni dei Consorzi; della mancanza di scelte da parte di alcuni Comuni, Teramo in testa; da una normativa che ci affida solo compiti di programmazione e controllo. Nel caso specifico, con una piena assunzione di responsabilità di fronte ad una situazione eccezionale, abbiamo già dato la nostra disponibilità ad emettere le eventuali ordinanze di riapertura delle discariche attualmente chiuse, previo parere dell’Arta che abbiamo sollecitato”.
Il Consiglio, in precedenza, aveva detto si ad una mozione – poi trasformata in ordine del giorno - presentata dal consigliere del Movimento Civico Territoriale, Paolo Di Domenico, che prende atto della volontà del Presidente D’Agostino di convocare entro l’autunno un consiglio congiunto con il Consiglio Comunale di Silvi per affrontare “le problematiche di questo territorio cuscinetto dove si è aperta una questione
Altro ordine del giorno – Casa delle Libertà – ha riguardato gli autoporti di Roseto e Castellalto. Si chiede che la Provincia si attivi nei confronti della Regione per “dare concreta attuazione all’organismo di gestione delle due strutture”. Anche in questo caso l’ordine del giorno è stato approvato con le integrazione del vicepresidente Giulio Sottanelli il quale ha spiegato che la Provincia “ha già presentato alla Regione una proposta per superare l’attuale fase di stallo”. Nel merito, la Provincia, ha proposto che anche gli attori locali, enti pubblici e organismi consorziati, possano avere la possibilità di concorrere alla gestione degli autoporti.


