Morro d’Oro - Alcuni giorni fa, i cittadini di Pagliare di Morro d’Oro hanno trovato un’amara sorpresa ad attenderli: un ripetitore telefonico, alto circa 40 metri, appartenente alla Vodafone. Il ripetitore sorge proprio a Pagliare, in pieno centro urbano: gli abitanti non ne sono affatto contenti perchè lo percepiscono come un’atra probabile fonte d’inquinamento oltre a quella che già tollerano con difficoltà.
Nella zona sorge infatti un opificio, già causa di tante polemiche a pochi passi dal ripetitore stesso, cioè la tanto discussa zincheria della ditta “Cordivari”. Il paradosso dell’intera vicenda è che è stato lo stesso comune ad autorizzare l’opera e a farla collocare in quella zona. Infatti, benché diversi privati avessero manifestato l’interesse ad installare il ripetitore sui propri possedimenti, il Comune li ha ostacolati, favorendo la sistemazione sul suolo pubblico in cambio del pagamento di un canone da parte della compagnia anglosassone: in pratica il Comune vorrebbe far cassa senza curarsi troppo della salute dei suoi cittadini. Alla notizia si è subito levato un coro di proteste nei confronti dell’amministrazione locale. La maggioranza risponde affermando che l’opera rispetta i parametri imposti dalla legislazione vigente controllati dall’ARTA, sostenendo, perciò, che non è affatto dannosa per la salute; anzi, secondo il punto di vista dell’Ente, in questo modo verranno racimolati i fondi necessari per realizzare altri progetti che miglioreranno la qualità della vita dei cittadini. L’opposizione, dal canto suo, non approfitta dell’occasione per attaccare la maggioranza ma rimane in silenzio a guardare: interrogata, risponde di non sapere nulla del ripetitore telefonico ed anziché dar voce a coloro che non lo vogliono, anch’essa sembra giustificarne la presenza, quasi appoggiando la maggioranza. Non potendo contare, quindi, sull’appoggio dei politici di Morro d’Oro (che per i residenti della zona sembra non avrebbero dimostrato di avere a cuore il benessere di Pagliare, la frazione più popolosa dell’intero comune) i cittadini si stanno organizzando autonomamente. Per far sì che il ripetitore, quantomeno, sia spostato in altra sede, sta nascendo un comitato civico con il compito di coinvolgere tutti gli abitanti per spostare l’antennone. Intanto privati cittadini, residenti nei paraggi del ripetitore, si sono già rivolti autonomamente alla magistratura per far rispettare i loro diritti.
Pietro De Sanctis
Tratto da La Città


