Si diffondo in rete le lamentele da parte di utenti, che avendo aperto il programma in oggetto o correlati, non riescono a navigare. La connessione - riferiscono - appare strozzata.
A proposito un portale specializzato in tecnologia, Punto Informatico, ha posto diverse domande sull’argomento a Tele2 e Tiscali:
Intervista a Filippo Galbiati, business manager voce e ADSL di Tele2 Italia:
Punto Informatico: Che tipo di strategie di traffic shaping adottate? Viene in qualche modo penalizzato il traffico P2P e se sì, come? Quali applicazioni di file sharing sono eventualmente filtrate?
Filippo Galbiati: Stiamo iniziando ad applicare dei filtri per ottimizzare la banda dedicata al P2P. Le connessioni P2P non vengono bloccate, ma solo limitate in particolari momenti della giornata, quando l’utilizzo della rete è particolarmente intenso (le ore pre-serali e serali). Desideriamo infatti evitare che il massiccio utilizzo di banda tipico dei programmi P2P possa danneggiare chi usa la rete per attività più tradizionali, come ad esempio il web browsing e la consultazione della posta elettronica.
PI: Tra gli utenti del P2P c’è chi sospetta che certi provider non si limitino ad applicare politiche di quality of service sui pacchetti, ma restringano anche il numero massimo di connessioni TCP/IP che ogni singolo utente può stabilire, magari al superamento di una certa soglia di traffico. È possibile? Voi lo fate?
FG: È tecnicamente possibile, ma non rientra nelle limitazioni di banda che applichiamo sul P2P.
PI: La tecnica di offuscamento del protocollo utilizzata dalle più recenti versioni di eMule è realmente efficace per bypassare i vostri sistemi di gestione del traffico?
FG: In generale, i sistemi di filtraggio e di limitazione della banda P2P possono agire anche sulle connessioni offuscate.
PI: Nel 2005 Cisco confidò a PI che alcuni grossi provider nazionali avrebbero implementato il suo Service Control Engine, che permette di discriminare e filtrare con particolare efficacia il traffico proveniente dalle varie applicazioni P2P. Anche voi utilizzate questo servizio o uno simile?
FG: Sì, è il tipo di servizio che stiamo utilizzando.
PI: Secondo la vostra esperienza, oggi quali sono le applicazioni che generano il maggior traffico su Internet?
FG: Le applicazioni P2P per loro natura tendono a saturare la banda ADSL disponibile con il rischio di creare problemi di lentezza di navigazione. Il massiccio utilizzo di connessioni P2P, anche da parte di pochi utenti, può generare un generale abbassamento della qualità del servizio: questo è il motivo per cui si è deciso di limitare, per alcune ore nella giornata, la banda dedicata al P2P.
PI: In prospettiva, pensate che il continuo crescere del traffico P2P rischi di mettere in ginocchio l’attuale infrastruttura della Internet italiana?
FG: No, anche se può essere necessario limitare l’utilizzo della banda P2P in particolari situazioni.
Intervista a Tiscali:
Punto Informatico: Che tipo di strategie di traffic shaping adottate? Viene in qualche modo penalizzato il traffico P2P e se sì, come?
Tiscali: Tiscali non attua alcuna forma di traffic shaping sulla propria rete né sul traffico di interconnessione con le reti di altri operatori o verso le direttrici internazionali. A differenza di altri operatori, infatti, Tiscali può contare sulla sinergia che deriva dalla propria rete internazionale.
PI: Nessun filtro dunque
T: In tema di “Quality of Service”, Tiscali possiede il servizio voce basato su tecnologia VoIP dove la qualità del servizio, anche in presenza di un notevole traffico dati non necessariamente P2P, è garantita dall’utilizzo di un PVC (Permanent Virtual Circuit, NdR) distinto dal classico 8:35 dei dati e da una rete dedicata esclusivamente al traffico VoIP.
PI: Altri provider sembrano temere la saturazione della banda
T: Noi pensiamo che il servizio Voce ed in futuro l’IPTV debbano essere erogati con una adeguata Classe di Servizio e che la modalità per ottenerla non sia tanto quella di agire a livello di limitazione di alcune tipologie di traffico, ma di utilizzare reti distinte per dati, voce (già in uso) e video. In questo modo il traffico dati non influisce sull’erogazione di altri servizi IP (VoIP e soprattutto IPTV).
PI: Tra gli utenti del P2P c’è chi sospetta che certi provider non si limitino ad applicare politiche di quality of service sui pacchetti, ma restringano anche il numero massimo di connessioni TCP/IP che ogni singolo utente può stabilire, magari al superamento di una certa soglia di traffico. È possibile? Voi lo fate?
T: Tiscali non effettua nessun controllo sul numero di sessioni TCP né interviene per limitarle. Com’è noto i programmi P2P attivano una quantità considerevole di sessioni TCP che vanno facilmente a saturare la tabella del NAT (Network Address Translation, NdR) creando problemi a quasi tutti i router in commercio. Anche per questo motivo alcuni software P2P (es. eMule) danno la possibilità di limitare dalle opzioni il numero di connessioni simultanee.
PI: La tecnica di offuscamento del protocollo utilizzata dalle più recenti versioni di eMule è realmente efficace per bypassare i vostri sistemi di gestione del traffico?
T: Riteniamo l’offuscamento non particolarmente efficace, tuttavia dal momento che per garantire la qualità dei servizi IP Based Tiscali utilizza VC, VLAN e reti dedicate la problematica non ci vede direttamente interessati.
PI: Nel 2005 Cisco confidò a PI che alcuni grossi provider nazionali avrebbero implementato il suo Service Control Engine, che permette di discriminare e filtrare con particolare efficacia il traffico proveniente dalle varie applicazioni P2P. Anche voi utilizzate questo servizio o uno simile?
T: Tiscali non utilizza sulla propria rete gli apparati menzionati o simili, non ha problemi di capacità e grazie agli oltre 150 rapporti di interconnessione della rete internazionale non ha problemi nel trovare “sbocco” al traffico della propria Customer Base.
PI: Secondo la vostra esperienza, oggi quali sono le applicazioni che generano il maggior traffico su Internet?
T: Il P2P è una componente importante di traffico ma non certo l’unica. Senza dubbio, le applicazioni P2P eMule e BitTorent e tutti i derivati generano buona parte del traffico internet, ma una parte considerevole di traffico consiste nel download legale di software, musica, film, file multimedia, giochi e streaming di file audio e video.
PI: In prospettiva, pensate che il continuo crescere del traffico P2P rischi di mettere in ginocchio l’attuale infrastruttura di Internet?
T: In realtà le reti sono dimensionate sulla base di rilevamenti statistici e sono in continua evoluzione. Il problema di saturazione delle infrastrutture di certo sussiste per le vecchie reti ATM. Come già detto Tiscali possiede una propria rete full IP la cui architettura scalabile riprende quella delle reti NGN (Next Generation Network, NdR) e costituisce la nostra risposta al rischio di saturazioni della rete.
Interviste a cura di Alessandro Del Rosso di PI


