Costi di ricarica aboliti
Cosa succederà dopo l’abolizione dei costi di ricarica, imposta ieri a tutti gli operatori di telefonia, da parte del nuovo decreto legge Bersani? Abbiamo attivato a proposito un sondaggio, per sapere cosa ne pensate di questa novità, sia che essa sia positiva o negativa. Intanto di seguito vi riportiamo la vicenda che ieri ha interessato Wind e Vodafone.
Costi di ricarica sui telefonini: mai più
Spariscono, finalmente, in Italia i costi fissi di ricarica per i telefonini. E’ infatti arrivato il fatidico giorno dell’entrata in vigore della misura contenuta nel pacchetto liberalizzazioni del Ministro Bersani. Ma ora i consumatori temono aumenti tariffari.
Non esistono più, con l’entrata in vigore del provvedimento contenuto nel pacchetto Bersani, i costi di ricarica, e i gestori di telefonia adottano strategie differenti. A partire da Tim, che trasformerà il costo in traffico senza
cambiare le tariffe, così come ha deciso anche 3 Italia, che aveva però anticipato la novità a venerdì scorso proponendo una campagna di comunicazione mirata sui giornali fino dal giorno precedente. Il gestore di telefonia mobile di Telecom Italia trasformerà tutti i costi di ricarica in traffico telefonico pienamente utilizzabile. Per esempio i clienti che acquistano una ricarica da 10 euro, avranno accreditati effettivamente 10 euro di traffico telefonico.
Le ricaricard attualmente in commercio, che indicano ancora il costo di ricarica separato dal traffico, attribuiranno comunque al cliente il valore effettivo corrispondente al taglio della ricarica, senza alcun costo aggiuntivo, e saranno utilizzate fino ad esaurimento delle scorte. Da aprile 2007 saranno in commercio le nuove ricariche che indicheranno solamente il valore del traffico acquistato. Tim inoltre non farà scadere il traffico acquistato al momento dello scadere della carta telefonica, secondo quello che prevede il decreto. Per quanto riguarda 3 Italia invece, l’operatore - che fa capo a Hutchison Wampoa - ha deciso di “bruciare sul tempo” il taglio dei costi alle ricariche delle carte telefoniche facendolo scattare già da venerdì scorso.
Infatti tutte le ricariche effettuate a partire da venerdì erogano un credito (senza scadenza) pari all’importo speso per l’acquisto. I piani tariffari rimangono gli stessi e non ci sono aumenti di nessun tipo per “spalmare” su altre voci il mancato introito del costo da ricarica. E, ancora, i nuovi clienti che attiveranno fino al 30 aprile 2007 una ricaricabile 3 da 20 euro riceveranno 30 euro di traffico. Wind lancia nuovi piani tariffari (Wind 12, Wind 5 New e Senza Scatto New) che non prevedono i costi per la ricarica ma dove aumentano leggermente, a seconda del piano scelto, le tariffe al secondo, al minuto o lo scatto alla risposta. La migrazione ai nuovi piani, per i vecchi clienti che non vogliono pagare il costo fisso di ricarica, è gratuita. Arriva anche la promozione “Raddoppi la ricarica”’, che permette a tutti i nuovi clienti Wind che attivano una sim entro il 1° aprile 2007 di ricevere in regalo per un anno, a ogni ricarica effettuata, un ricarica del medesimo importo, fino a 50 euro al mese.
Alla società telefonica ci dice sicuri di potere comunque continuare a proporre al pubblico le tariffe più convenienti sul mercato. Anche Vodafone elimina i costi di ricarica sia per i vecchi che per i nuovi clienti. Tuttavia i nuovi dovranno misurarsi con cinque nuovi piani tariffari; in tre casi (Zero Limits, Zero Limits Lights e You&Vodafone) compare uno scatto alla risposta a 19 centesimi (dai 15 precedenti, con un rincaro che, secondo i calcoli del Movimento Difesa del Cittadino, è del 26%). Il Mdc annuncia che segnalerà “queste scelte commerciali di Vodafone all’Agcom e all’Antitrust”. In questo nuovo scenario l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni si appresta a vigilare, oltre che su eventuali aumenti, anche sul rispetto della delibera che obbliga ogni operatore a fornire, in formato cartaceo o elettronico, il prospetto tariffario in qualsiasi momento il consumatore ne faccia richiesta.
ProntoConsumatore.it
Wind cede: niente più costi di ricarica
Wind cede e si allinea agli altri gestori mobili nell’applicare il decreto Bersani che abolisce i costi di ricarica per i telefonini, come hanno già fatto 3 dal 3 marzo, Vodafone dal 4 marzo e Tim dal 5 marzo, data ultima entro cui ci si doveva adeguare, dopo 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Wind, infatti, voleva applicare l’eliminazione dei costi di ricarica solo ai nuovi abbonati e ai vecchi che avessero optato per dei piani tariffari che prevdevano aumenti consistenti.
Le pressioni delle associazioni dei consumatori, il parere del capo gabinetto dell’Authority per le comunicazioni che, oltre a chiedere chiarimenti ufficialmente a Wind, ha dichiarato che così Wind violava la legge che doveva essere applicata a tutti gli abbonati vecchi e nuovi e il timore che la fiumana di disdette e di passsaggi ad altri gestori che già stava arrivando e rischiava di ingrossare pericolsamente hanno convinto Wind a fare marcia indietro.
Anche chi ricarica sotto i 50 euro per una prepagata Wind(già prima del decreto Bersani Wind non faceva pagare niente di costi di ricarica) non dovrà nulla in aggiunta al traffico acquistato e sono circa sette milioni di italiani che tirano un sospiro di sollievo.
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