Riceviamo e Pubblichiamo - Secondo il comandante Grippo: “questo Telelaser sarà in funzione, a pieno regime, 24 ore su 24 e non solo sulle strade a scorrimento veloce. Grazie alle sue potenzialità ha il valore aggiunto di un grande valore educativo e dissuasivo”.
Noi dell’Associazione Culturale “La Radice” dubitiamo che egli abbia ragione.
La circolare 300/A/1/41198/101/3/3/9 del Dipartimento della Pubblica Sicurezza vieta di porre postazioni per il rilevamento in automatico delle infrazioni sulle strade urbane diverse da quelle di scorrimento, vale a dire che a Pescara, posto che una strada urbana di scorrimento è quella a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, gli unici punti possibilmente controllabili potrebbero essere non più di tre: un breve tratto di via Ferrari, la Riviera sud e via Tirino nei pressi del nuovo Tribunale.
Ma anche dal punto di vista tecnico, come sentenziato della Cassazione, l’utilizzo del Telelaser non è prova per contestare infrazioni al Codice della Strada poiché il fascio di rilevamento dell’apparecchio si allarga all’aumentare della distanza, arrivando fino a 3 metri di apertura alla massima distanza di misurazione (1000 metri).
Tenendo conto che una corsia stradale è larga 2,75 metri, è pertanto chiaro come un puntamento effettuato sulla prima corsia possa poi essere influenzato da un veicolo circolante sulla seconda.
La dichiarazione del comandante Grippo, quindi, potrebbe essere inesatta e l’utilizzo del “Telelaser” in modo illegittimo costituirebbe un caso davvero clamoroso, poiché a contestare la violazione del Codice della Strada sarebbe un pubblico ufficiale che, a sua volta, viola la stessa legge.
L’Associazione Culturale “La Radice” chiede al comandante Grippo di far sapere ai cittadini se la sua severità, forse non del tutto legittima, dipenda da propria unilaterale decisione oppure è subordinata a precise scelte del Sindaco e della Sua Giunta.
La Radice lo chiede per capire con quale logica si adottano verso i cittadini sistemi di repressione con qualsiasi mezzo, mentre si tace nei confronti di chi decide di guarnire le rotatorie con piante in vasi non fissati a terra costituendo così violazione alle norme di sicurezza, occasioni di pericolosità e, soprattutto, di indegno sperpero di denaro pubblico.
Mattia Giansante
Segretario Generale “La Radice”


